Nel corso dell’ultimo anno, in collaborazione con Kazuo Kimoto, Direttore del Giudizio dell’Akita Inu Hozonkai (AKIHO), è stata sviluppata una scheda di giudizio aggiornata per l’utilizzo nelle esposizioni all’estero.

Questa iniziativa è stata intrapresa in risposta a domande ricorrenti da parte dei partecipanti riguardo all’interpretazione dei risultati di giudizio. L’obiettivo del formato aggiornato è quindi quello di favorire una comprensione più chiara del modo in cui le valutazioni vengono espresse, rimanendo al contempo pienamente coerente con i principi e l’intento del sistema di giudizio AKIHO in Giappone.

Per i partecipanti più abituati ai sistemi europei, come quelli della Fédération Cynologique Internationale (FCI), può essere utile considerare che la scala di valutazione AKIHO è applicata con un diverso equilibrio e una diversa enfasi. Sebbene la terminologia possa apparire simile, l’interpretazione e la distribuzione delle qualifiche seguono un approccio più compatto e selettivo.

Una considerazione analoga può essere rilevante in questo contesto. In alcuni ambienti espositivi europei, qualifiche come “Excellent”, “Very Good” e “Good” sono spesso interpretate all’interno di una distribuzione più ampia, nella quale le qualifiche più elevate vengono assegnate con maggiore frequenza. Di conseguenza, “Very Good” può talvolta essere percepito come meno favorevole, mentre “Good” può essere interpretato come una valutazione inferiore. Nel contesto AKIHO, questi stessi termini sono applicati con una diversa ponderazione e devono pertanto essere compresi nel loro specifico contesto.

A titolo illustrativo, si può considerare la piattaforma giapponese di recensioni Tabelog. All’interno di questo sistema, i punteggi sono generalmente distribuiti entro un intervallo relativamente ristretto: valori superiori a 4,0 sono eccezionali, punteggi intorno a 3,5 sono già considerati altamente raccomandati, e anche valori compresi tra 3,3 e 3,4 possono rappresentare un livello qualitativo molto elevato. La scala non è quindi concepita come un ampio spettro “a cinque stelle”, bensì come una misura più finemente differenziata all’interno di una banda più contenuta.

In modo analogo, la scala di giudizio AKIHO è strutturata per distinguere chiaramente tra diversi livelli qualitativi all’interno di un intervallo relativamente compatto.

La qualifica 良い (Yoi / Good) indica che il cane è corretto rispetto allo standard di razza. Conferma che le caratteristiche essenziali sono presenti ed espresse in modo appropriato. In questo contesto, “Good” deve essere inteso come una valutazione valida e positiva.

La qualifica 大変良い (Taihen Yoi / Very Good) è applicata in modo più selettivo. Essa riflette la presenza di qualità chiaramente apprezzabili che distinguono il cane all’interno della propria classe. Queste possono riguardare equilibrio, espressione, struttura o altri elementi che dimostrano un livello superiore di raffinatezza in conformità allo standard.

Anche l’età e la classe di appartenenza sono elementi rilevanti. Nelle categorie in cui i cani non sono ancora idonei per i più alti riconoscimenti (come Tokuyu, Eiyoshou, ecc.), la valutazione si concentra su come il cane esprime lo standard in relazione al proprio stadio di sviluppo. Di conseguenza, caratteristiche corrette e appropriate possono essere valutate come “Good”, mentre qualità più evidenti o promettenti possono essere riconosciute come “Very Good”.

L’intento di questo approccio non è limitare il riconoscimento, bensì mantenere chiarezza e coerenza nel modo in cui i diversi livelli qualitativi vengono descritti. Ogni qualifica conserva il proprio significato specifico, consentendo una distinzione più precisa tra correttezza e qualità distintiva.

Se considerati in questa prospettiva, i risultati di giudizio possono essere compresi come parte di un metodo di valutazione strutturato e coerente, piuttosto che come un confronto diretto con altri sistemi. La scheda di giudizio aggiornata mira a supportare questa comprensione, offrendo maggiore trasparenza ai partecipanti al di fuori del Giappone, pur preservando il quadro e la filosofia originari del sistema di giudizio AKIHO.
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